Quali documenti servono per ASI della Fiat 500
Documenti ASI per Fiat 500 d’epoca: cosa serve per CRS e Targa Oro
La Fiat 500 può essere in ottime condizioni, restaurata con cura e perfettamente funzionante, ma quando si prepara una pratica ASI bisogna essere attenti ai dettagli. Una fotografia poco leggibile, un numero di telaio trascritto male o un documento mancante possono rallentare tutto.
Se stai cercando di capire quali documenti servono per certificare ASI una Fiat 500 d’epoca, la prima cosa da sapere è che non esiste una sola pratica. Il Certificato di Rilevanza Storica e il Certificato di Identità, comunemente associato alla Targa Oro, hanno finalità e procedure diverse.
L’ASI, Automotoclub Storico Italiano, opera attraverso i propri Club federati. Per questo il Club è il punto da cui conviene partire: può indicare la modulistica aggiornata, controllare la documentazione e spiegare quale certificazione sia adatta alla propria 500.
CRS e Targa Oro: non sono la stessa cosa
Nel linguaggio comune capita di sentire frasi come “ho iscritto la 500 ASI” oppure “voglio fare l’ASI”. In realtà è meglio distinguere le diverse certificazioni.
Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica
Il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica, abbreviato CRS, identifica un veicolo riconosciuto di interesse storico e collezionistico e ne certifica, tra le altre informazioni previste dalla normativa, la data di costruzione e le caratteristiche tecniche.
Per essere qualificato come veicolo di interesse storico e collezionistico secondo la disciplina prevista dall’articolo 60 del Codice della Strada, il mezzo deve essere costruito da almeno vent’anni ed essere iscritto in uno dei registri riconosciuti dalla normativa.
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Scopri la selezione →Nel caso della Fiat 500 classica prodotta tra il 1957 e il 1975 il requisito dell’età, naturalmente, non rappresenta un problema.
Il CRS può avere importanza anche in alcune procedure amministrative, comprese quelle relative alla riammissione alla circolazione di determinati veicoli cancellati dal PRA. I casi particolari, però, vanno sempre valutati singolarmente.
Certificato di Identità e Targa Oro
Un’altra cosa è il Certificato di Identità ASI, rilasciato dopo un esame più approfondito del veicolo da parte degli organi tecnici competenti.
È il certificato che gli appassionati associano alla cosiddetta Targa Oro ASI. Qui assumono maggiore importanza autenticità, originalità e stato di conservazione del veicolo.
Su una Fiat 500 questo significa che particolari apparentemente secondari possono contare: carrozzeria, interni, motore, cerchi, finiture, accessori e configurazione generale devono essere valutati in relazione al modello e al periodo di produzione.
Se non sei sicuro di quale versione possiedi, può esserti utile la nostra guida dedicata a tutti i modelli della Fiat 500 d’epoca.

Quali documenti servono per una pratica ASI?
La documentazione precisa dipende dal certificato richiesto e dalla situazione amministrativa dell’auto. La modulistica può inoltre essere aggiornata nel tempo.
Per questo motivo non considero prudente presentare una lista trovata online come valida in ogni situazione. Prima di preparare la pratica, conviene chiedere al proprio Club federato ASI la checklist aggiornata.
In linea generale è bene avere pronti:
- modulo relativo alla certificazione richiesta, compilato con i dati corretti;
- carta di circolazione o documentazione disponibile relativa al veicolo;
- documenti del proprietario o del richiedente richiesti dalla procedura;
- documentazione relativa alla proprietà e alla situazione amministrativa del veicolo, quando necessaria;
- fotografie recenti della Fiat 500 eseguite secondo le indicazioni della procedura;
- eventuale documentazione storica e tecnica utile a identificare correttamente modello, versione e caratteristiche della vettura.
La cosa più importante è che le informazioni siano coerenti. Targa, telaio, modello e dati presenti sui documenti devono essere controllati prima di consegnare la domanda.
Se trovi una discordanza, non cercare di sistemarla semplicemente compilando il modulo con il dato che ritieni corretto. Prima va chiarita la situazione con il Club e, quando necessario, con gli uffici competenti.

Le fotografie della Fiat 500
Le fotografie non servono a rendere bella la pratica. Servono a documentare la vettura.
Numero, formato e inquadrature richieste possono dipendere dal tipo di certificazione e dalla procedura in vigore. È quindi meglio seguire le istruzioni fornite dal Club anziché affidarsi a vecchi elenchi trovati in rete.
In ogni caso, le fotografie devono essere nitide e permettere di riconoscere chiaramente la 500 e i particolari richiesti.
Quando devi fotografare un numero identificativo o un particolare meccanico, controlla l’immagine sul telefono o sul computer prima di inviarla. Se fai fatica a leggerlo tu, probabilmente farà fatica anche chi dovrà esaminare la pratica.
Evita filtri fotografici, immagini troppo scure, riflessi forti e oggetti che coprono parti dell’auto.
Controllare telaio e documenti prima di iniziare
Prima ancora di scattare le fotografie, prenditi un po’ di tempo per confrontare la vettura con i suoi documenti.
Uno dei dati più importanti è il numero di telaio. Deve essere identificato correttamente e confrontato con quello riportato sulla documentazione dell’auto.
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Scopri i prodotti →Controlla anche targa, modello, data di prima immatricolazione e intestazione.
Sulle Cinquecento che hanno attraversato cinquant’anni o più di vita è possibile incontrare libretti vecchi, passaggi di proprietà effettuati molti anni fa e situazioni amministrative che meritano qualche verifica in più.
Se hai appena comprato l’auto, può esserti utile anche la nostra guida al passaggio di proprietà di un’auto storica.
Fiat 500 senza documenti, radiata o con una situazione particolare
Qui la faccenda cambia.
Una Fiat 500 con carta di circolazione e situazione amministrativa regolare è diversa da un esemplare privo di documenti, radiato, proveniente dall’estero oppure con una vecchia storia amministrativa da ricostruire.
In questi casi è meglio non partire da una checklist generica.
Potrebbero essere necessari documenti e procedure ulteriori relativi alla provenienza del veicolo, al PRA, alla Motorizzazione o alla sua precedente immatricolazione.
Il CRS può avere un ruolo importante in alcune procedure di riammissione alla circolazione, ma non sostituisce automaticamente tutti gli altri documenti amministrativi necessari.
Prima di spendere soldi o iniziare un restauro completo, conviene quindi verificare la situazione documentale dell’auto.
Quanto conta l’originalità della Fiat 500?
Conta, soprattutto quando si punta a una certificazione che prevede una valutazione approfondita dell’autenticità del veicolo.
Una Fiat 500 ha spesso avuto una vita lunga. Nel corso degli anni può aver cambiato sedili, volante, cerchi, motore, colore o piccoli particolari della carrozzeria. Alcune modifiche sono state fatte quando queste auto erano semplicemente mezzi di trasporto economici e nessuno pensava che sarebbero diventate vetture da collezione.
Prima di una pratica ASI conviene quindi capire bene quale modello si possiede.
Una 500 D non ha gli stessi particolari di una F. Una L ha finiture specifiche che la distinguono dalla F, mentre la R utilizza il motore da 594 cc derivato dalla Fiat 126 e presenta altre differenze rispetto alle serie precedenti.
Per controllare le caratteristiche del tuo modello puoi consultare anche i manuali uso e manutenzione della Fiat 500 disponibili sul nostro sito.
Una 500 modificata può ottenere una certificazione ASI?
Non esiste una risposta corretta per qualsiasi modifica.
Un accessorio del periodo, una trasformazione storicamente documentata e una modifica moderna non sono necessariamente la stessa cosa dal punto di vista della certificazione.
Se la tua Cinquecento monta cerchi diversi, sedili non originali, un motore modificato o altri componenti che non corrispondono alla configurazione di origine, il modo più semplice per evitare lavori inutili è mostrare l’auto al Club prima di presentare la pratica.
Non conviene neppure acquistare una serie di ricambi soltanto perché qualcuno ha detto che “per l’ASI bisogna fare così”. Prima bisogna identificare correttamente modello, anno e configurazione della vettura.
Prima ASI o prima restauro?
Se la Fiat 500 deve essere restaurata, un controllo preliminare può essere molto utile.
È facile sostituire un particolare pensando di migliorare l’auto e accorgersi in seguito che quello vecchio era corretto per la versione. Succede con sedili, fregi, cerchi, fanali, volante, rivestimenti e molti altri piccoli componenti.
Prima di iniziare puoi leggere anche il nostro articolo dedicato al restauro della Fiat 500.
Fotografare bene la vettura prima dello smontaggio è sempre una buona abitudine. Le immagini possono aiutare a ricordare come era configurata l’auto e a documentare particolari che durante il restauro rischierebbero di andare persi.
Gli errori che possono rallentare la pratica
Molti problemi si evitano con un controllo fatto prima della consegna.
Uno degli errori più semplici è copiare male un numero. Un altro è utilizzare fotografie poco leggibili oppure compilare il modulo senza aver prima confrontato i dati con i documenti della vettura.
Anche la fretta durante un restauro può creare problemi. Se non sei sicuro che un particolare sia corretto, non sostituirlo soltanto perché hai visto un’altra 500 montato in modo diverso. Durante gli anni di produzione Fiat ha modificato numerosi dettagli e due Cinquecento apparentemente simili possono non avere esattamente la stessa configurazione.
La soluzione più pratica è preparare tutto e far controllare il materiale al Club prima dell’invio definitivo.
CRS ASI e bollo: attenzione a non fare confusione
Questo punto merita una precisazione, soprattutto quando si parla di Fiat 500 classiche.
La normativa nazionale prevede per i veicoli ultratrentennali l’esenzione dalla tassa automobilistica di possesso. Se il veicolo circola su strade pubbliche può essere prevista una tassa di circolazione forfettaria, secondo le regole applicabili.
La situazione dei veicoli tra 20 e 29 anni è diversa: per questi mezzi il CRS e la relativa annotazione sulla carta di circolazione possono avere rilevanza per la riduzione prevista dalla normativa nazionale, mentre esistono anche discipline regionali specifiche.
Una Fiat 500 classica prodotta dal 1957 al 1975 è ormai abbondantemente ultratrentennale. Per questo non è corretto presentare il CRS come condizione generale necessaria per ottenere l’esenzione ordinaria dal bollo di una 500 d’epoca.
Le regole fiscali possono comunque avere particolarità regionali. Prima di effettuare un pagamento o richiedere un’agevolazione è meglio verificare la situazione aggiornata presso la propria Regione o attraverso i servizi ACI.
Il CRS garantisce uno sconto sull’assicurazione?
No. Una certificazione storica non obbliga una compagnia assicurativa ad applicare una determinata tariffa.
Esistono polizze e convenzioni dedicate ai veicoli storici, ma condizioni, requisiti, limiti di utilizzo e premi dipendono dal contratto proposto dalla singola compagnia.
Prima di richiedere una certificazione soltanto per risparmiare sull’assicurazione, quindi, conviene chiedere alla propria compagnia quali documenti richiede.
Domande frequenti
Serve il CRS per essere socio di un Club federato ASI?
No. Il tesseramento a un Club federato e la certificazione del veicolo sono due cose diverse. Il Club è però il riferimento attraverso il quale vengono gestite le pratiche di certificazione ASI.
Quanti anni deve avere un’auto per essere riconosciuta di interesse storico e collezionistico?
La disciplina dei veicoli di interesse storico e collezionistico prevede, tra i requisiti, una data di costruzione precedente di almeno vent’anni rispetto alla richiesta di iscrizione nel registro. Tutte le Fiat 500 classiche prodotte tra il 1957 e il 1975 hanno ormai superato ampiamente questo limite.
CRS e Targa Oro sono la stessa cosa?
No. Il Certificato di Rilevanza Storica e il Certificato di Identità associato alla Targa Oro sono certificazioni differenti. Il secondo comporta un esame particolarmente attento delle caratteristiche e dello stato di conservazione del veicolo.
Quante fotografie servono per il CRS?
È meglio non affidarsi a un numero trovato in una vecchia guida. Le fotografie devono essere preparate secondo la modulistica e le indicazioni in vigore per la pratica che stai presentando. Chiedi al Club federato la lista aggiornata prima di scattarle.
Posso richiedere il CRS per una Fiat 500 modificata?
Dipende dalle caratteristiche della vettura e dalle modifiche effettuate. Una modifica moderna e un accessorio storicamente coerente non vanno necessariamente valutati allo stesso modo. In presenza di modifiche è consigliabile chiedere una valutazione preventiva al Club.
Cosa faccio se ho perso il libretto della Fiat 500?
Lo smarrimento della carta di circolazione riguarda anche una procedura amministrativa specifica. La certificazione ASI non sostituisce automaticamente i documenti necessari per regolarizzare la posizione della vettura. In questi casi conviene verificare prima la situazione con gli uffici competenti e con il Club.
Una Fiat 500 con più di 30 anni deve avere il CRS per non pagare il bollo?
In base alla disciplina nazionale, per i veicoli ultratrentennali l’esenzione dalla tassa automobilistica di possesso è automatica. Esistono però regole relative alla tassa di circolazione quando il mezzo viene utilizzato su strada e possono esserci disposizioni regionali da verificare.
Prima di presentare la domanda
La cosa migliore è non avere fretta. Metti sul tavolo i documenti della tua Fiat 500, controlla targa e telaio, raccogli le informazioni sul modello e prepara fotografie chiare.
Se qualcosa non torna, fermati prima di compilare la pratica. Una vecchia Cinquecento può aver cambiato proprietari, colore, motore e particolari nel corso di mezzo secolo. Ricostruire correttamente questi passaggi fa parte del lavoro.
Per la procedura aggiornata fai sempre riferimento al tuo Club federato e alle informazioni pubblicate sul sito ufficiale dell’Automotoclub Storico Italiano.
Per gli aspetti amministrativi e fiscali puoi consultare anche la sezione dedicata ai veicoli storici sul sito ACI.
Preparare bene la documentazione serve soprattutto a conoscere meglio la propria 500. E quando si parla di un’auto che ha attraversato decenni di storia, sapere esattamente che cosa abbiamo in garage è già una parte importante del conservarla bene.
Nota: requisiti, modulistica e procedure di certificazione possono essere aggiornati. Prima di presentare una domanda verifica sempre le indicazioni in vigore presso ASI e il Club federato che seguirà la pratica. Per bollo, circolazione, reimmatricolazione e altri aspetti amministrativi verifica inoltre le disposizioni applicabili al tuo caso e alla tua Regione.
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